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STORIA::bambini abbandonati
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BAMBINI ABBANDONATI

Man mano che sfogliavamo le pagine dei registri ha trovato conferma uno sgradevole riscontro (riferito da M.Sisto nell’op. cit.): il drammatico destino di molti neonati che venivano abbandonati (exposti), di tanti altri di padre ignoto ed anche qualcuno di madre incerta.Questo fenomeno inquietante era, senza dubbio, segno ed effetto di soprusi, paure e minacce, ma soprattutto di estrema miseria materiale. Gli anni più bui per gli infanti abbandonati, come si può vedere dalle tabelle, furono i decenni ’30 e ’40, ma anche durante gli altri ci furono parecchi casi di bimbi "proietti".

Questi tristi destini segnarono profondamente la nostra comunità nei periodi di epidemie, ma soprattutto di carestie e quindi di miseria e di fame per la maggioranza della popolazione. Allora come spiegare l’abbandono di tanti bambini? Probabilmente i genitori abbandonavano il neonato per salvarlo dalla morte per fame, sperando che fosse raccolto e allevato da una famiglia benestante. Anche un’altra ipotesi appare più plausibile: come racconta qualche ottantenne, "le figliole povere " lavoravano come serve nelle case o nei campi dei ricchi proprietari o professionisti,"patruni", e questi "Alantuomini" approfittavano di esse con minacce, ricatti o promesse che poi non mantenevano. Ma in tanta povertà c’era sempre qualche anima buona che raccoglieva e si prendeva cura del neonato, trovato generalmente davanti ad una porta di case private o del Municipio o della Chiesa.

Nel caso di figli illegittimi, la mamma dava il proprio cognome al neonato, ma quando si trattava di un bambino abbandonato, l’impiegato dell’anagrafe o chi l’aveva trovato sceglieva un nome e un cognome che evocavano sentimenti e commozioni, ma volevano anche essere ben auguranti per lo sfortunato bambino.

Commozione, pietà, ma anche rabbia sono stati i sentimenti che hanno provato i ragazzi, quando leggevano: il luogo in cui era stato ritrovato il bambino, le condizioni in cui era (avvolto in cenci, infreddolito, spesso privo di vita), il nome che gli veniva imposto.

Dopo queste tristi note, per rimarcare la bontà d’animo di tante persone, pur in condizioni economiche di estrema miseria e, contemporaneamente sollevare un grido di protesta verso altri "cuori di pietra", vogliamo trascrivere integralmente un Atto di Nascita di un bambino abbandonato.


L’anno milleottocentonovantuno, addì quattro di febbraio, a antimeridiane nove e minuti dieci nella Casa Comunale, Avanti di me Grella Cavaliere Uffiziale Francesco Sindaco ed Uffiziale dello Stato Civile del Comune di Sturno; è
comparsa Grella Angiolina di Carmine di anni ventidue, Contadina domiciliata in Sturno, la quale mi ha consegnato un bambino di sesso maschile, dall’apparente età di giorni tre, presso cui si trovano un fasciatoio di bambace ed una fascia di tela, nei quali è avvolto, e mi ha dichirato che questa mattina alle ore una e minuti trenta, nella pubblica via Corso S. Michele, presso la casa della levatrice Famiglietti Angela, ha trovato questo bambino, presso cui erano le vesti ed oggetti sopra descritti, giacente supino, con ambi le mani racchiuse entro le fasce. Al detto bambino ho imposto il nome di Giulio ed il cognome di Montebello, e gli oggetti tutti che si trovano presso il bambino, si sono depositati in questo Ufficio di Stato Civile. La dichiarante poi avendo fatto l’istanza di lasciare a lei il bambino, pro-

mettendo di assumerne l’allevamento e la custodia, nonché di darne conto ad ogni richiesta dell’Autorità, e nulla trovando in contrario alla istanza medesima, vi ho aderito, ed ho lasciato alla dichiarante il bambino medesimo.

A quanto sopra e a quest’atto sono stati presenti quali testimoni il signor Giura Nicola di anni quarantasei, proprietario e Ranaudo Giuseppe di anni cinquanta, messo comunale entrambi residenti in questo Comune.

Letto il presente atto agli intervenuti, lo hanno meco questi sottoscritto, ad eccezione della dichiarante, la quale ha dichiarato di non saper scrivere.


Nicola Giura

Ranaudo Giuseppe


L’Ufficiale dello Stato Civile

Francesco Grella


Rileggendo questo documento ed i nomi e i cognomi dei circa ottanta trovatelli, in novant’anni di storia, ci consentiamo di fare altre semplici riflessioni che non vogliono avere nessun carattere di scientificità, ma essere solo un tentativo di capire e spiegarci tali scelte.
Prima di tutto, i nomi ed i cognomi attribuiti dall’impiegato o da altri evidenziano una particolare sensibilità, quasi poetica in alcuni casi, di queste persone nei confronti di innocenti creature segnate da un destino avverso.

Cognomi come "Gioia", "Deliziosa", "Della Luna", "Lunella", "Del Sole", "La Stella", "Stellari", esprimono, per intero, sentimenti di nobiltà d’animo e di solidarietà di coloro che assegnavano tali cognomi.

Altri come: "Di Dio", "Esposito", "Desiderato", "Deliziosa", "Tesoro", "Dell’Oro", "Galantuomo", suggeriscono formule di buon augurio ed in particolare l’ultima, che era il massimo dell’augurio per un bambino, le cui condizioni non lasciavano intravedere una vita normale e, per di più in una società dove i "signori" si potevano contare sulle dita.

Per altri, è evidente che, l’ispirazione sia derivata da fiori comuni nel nostro territorio, come: "Giglio", "Gelsumino", "Giacinto", "Fiordalisi", "Viola"; o più in generale dal sostantivo comune "fiore": "Fiorito", "Fioretta" e "Fiorenzio".

Con questo gruppo di cognomi, ha stretta attinenza "Petalo", "Rosito", "Platano". I nomi dei mesi di nascita, hanno suggerito per alcuni, il cognome da dare, come: "Maggio", "Settembre".

Per indicare in modo inconfutabile il luogo d’origine, a due neonati, sono stati attribuiti i cognomi di "Frequentina", "Di Sturno".

Reminiscenze scolastiche di mitologia greca hanno ispirato la scelta del cognome "D’Apollo" (figlio di Apollo) per inneggiare alla nuova vita, essendo il dio Apollo, simbolo della luce e della bellezza.

I cognomi "Monte Rosa" e "Montebello" fanno riferimento a due conosciute località geografiche delle Alpi, mentre "Palermo" alla città capoluogo della Sicilia e "Italia" alla patria.

Non riconducibili ad alcuna categoria sono poi, i cognomi di "Ominio", "Magnoveio", "Mograviro".

Invece, i cognomi di "Guerriero"e "Vinciguerra" inducono a pensare, che siano stati dati ai trovatelli con l’auspicio che questi siano pronti a "combattere " e vincere "la battaglia della vita".

Infine, si è notato che la fantasia degli addetti all’anagrafe non era inesauribile, in quanto alcuni cognomi si ripetono diverse volte.

 

 
 
 
 
 
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