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STORIA:: Distribuzione popolazione
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DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE sul TERRITORIO

Dopo la nascita del Comune di Sturno, la popolazione era concentrata essenzialmente in una decina di zone, denominati "luoghi".

Quelli a più alta densità di abitanti e quindi di nati erano: l’area circostante la Chiesa di San Michele (Casale Barone, Via Nuova dell’Angelo) e quella al di sotto della Chiesa di San Domenico e Francesco (Pagliarole, Ferrarie).

Compaiono ancora i nomi di alcuni Casali, quali il Casale dei Greci e quello di Cortedogna che prende il nome di Via Cortedogna; mentre il Casale dei Testa viene denominato con un termine dialettale "Strepparo".

Vi sono anche luoghi che corrispondono a toponimi come "Costa ", "Montana", "Preta" ecc. e altri che prendono il nome da piante presenti sul posto, quali Vignavecchia, Piazza dell’Olmo, Ficuciello.

La presenza di acqua dava luogo a nomi come "Sotto la Pila"," Pantanelle" da "pantani", "Lotrone" e "Lotruso" da "londro"(deposito di acqua stagnante).

A partire dagli anni Venti aumenta il numero delle contrade; di queste, alcune faranno poi parte del Comune di Frigento, come per esempio Frainile, Vado dell’Occhiano, parte dei Piani e contrada Amendola.

Nel decennio successivo compare il nome di Campo Danao, menzionato dallo storico Iannacchino nella Topografia Storica dell’Irpinia, secondo il quale, il Casale dei Greci si chiamò così perché lì vi era un antico insediamento bizantino, oggi è denominato Via dei Greci.

In questo decennio, è frequente il ricorso a fitonimi per indicare i vari luoghi di insediamenti abitativi rurali che diventano sempre più numerosi, perché la popolazione si stanzia nelle campagne per essere più vicina ai terreni che coltiva.

Ciò non toglie, che anche gli abitanti del centro urbano, siano in prevalenza contadini, coloni, pastori e braccianti che durante il giorno raggiungano la campagna per lavorare i campi.

Successivamente verso gli anni Settanta, compare la denominazione di Via, anziché di "Luogo" e alcuni nomi vengono italianizzati: Strepparo diventa Sterparo e Lotrone diventa Torone, e per alcune vie, del centro urbano, viene indicato anche il numero civico.

Aumenta ancora il numero dei fitonimi, quali: Via della Vite, Cerza della Madonna, Spineta, Cerza, Cerzone, Cerasiello, Piano d’Oglio, Oliveto.

Nello stesso periodo (anni Settanta) anche altre strade cambiano nome, dal che si deduce una qualche svolta in ambito economico e sociale. Sicuramente, Piazza Mercato con Via Mercato indicano il graduale diffondersi di scambi commerciali favoriti dalla costruzione di strade che liberavano Sturno dall’isolamento in cui si era trovato prima e dopo la separazione da Frigento, e lo collegavano ai paesi vicini.

Infatti, l’amministrazione comunale si era adoperata per realizzare prima la strada che univa il Paese alla Via Appia passando per Taverna Grella, poi quella che lo metteva in comunicazione con Grottaminarda (denominata "Strada Ferrarie- Chiascio-ponte sulla Bufeta), successivamente la "Strada obbligatoria" per Frigento e Sant’Angelo (il primo capoluogo di Mandamento, il secondo capoluogo di Circondario).

A tal proposito vedasi l’altro lavoro di ricerca intitolato: "LE STRADE MOTORI DI CIVILTA’ ".Al posto di "Luogo detto Pagliarole", in ricordo delle povere abitazioni costruite dagli scampati alla peste del 1656, provenienti dai paesi limitrofi, in particolare da Grottaminarda, compare la denominazione di Via degli Operai, che verosimilmente indica la comparsa di qualche bottega di artigiano.

Ed al posto della semplice indicazione di "Luogo", troviamo il pomposo sostantivo di "Corso" San Michele per indicare, una delle strade principali che si dipartiva dalla Chiesa omonima.

Compare la denominazione: Via Tressanti che comprendeva parte dell’antica via San Chirico o Quirico ed era asse di collegamento viario fra le tre località denominate con i nomi di tre Santi: Santa Barbara, San Leucio e San Chirico.

Inoltre, Via Ferrrarie che fino agli anni Settanta era una delle più abitate, viene sostituita con un fitonimo e diventa Via della Vite. Oggi, è Via delle Viti.

Anche l’antico borgo "Casale Barone " prende la denominazione di Via delle Fontanelle, per la presenza di acqua sorgiva incanalata in fontane, e Via delle Fate. Negli anni Ottanta l’area abitativa si estende verso est e verso la valle, anche se le vie di maggiore densità abitativa sono quelle più antiche.

Nell’ultimo decennio del secolo XIX, compaiono contrade riferite sia all’area pianeggiante di valle Ufita che a quella del cosiddetto "Bosco". Anche l’area urbana si estende perché ritroviamo la denominazione di "Campi", nel luogo dove da qualche decennio è stato realizzato il Piano di Zona.

In questo lavoro non è stato sempre possibile individuare le aree corrispondenti alle varie denominazioni, tipo: Piazza dell’olmo, Luogo detto sotto la Pila delli Galanti, Cerri d’Ignazio, Occhio di lupo, contr. Sepe, Sobborgo del Barone, Tirovallo, Paudielli, Cerzone ed altri.

Nella toponomastica odierna del territorio del Comune di Sturno, la maggior parte di queste denominazioni, riferite essenzialmente al centro urbano, sono scomparse, sostituite da nomi di personaggi della storia contemporanea, mentre le contrade rurali hanno conservato la maggior parte delle designazioni del secolo scorso; con la differenza che allora indicavano luoghi circoscritti, adesso invece sono attribuite ad aree più vaste.

La strada che ha subito il maggior numero di cambiamenti nella denominazione è stata la via principale del centro abitato, che è passata da: "Vignavecchia" a "Via Mercato", da "Corso San Michele" all’odierna "Via Roma".

 

 

 
 
 
 
 
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