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Presunto livello di istruzione
Se, a Sturno con la separazione amministrativa (M.Sisto,opera citata)
"non mancavano le persone atte a governare", sicuramente
il tasso di analfabetismo era molto elevato, probabilmente superava
il 90%. Ci preme chiarire che i dati sullanalfabetismo non
sempre sono reali e veritieri, perché i ragazzi impegnati
nella ricerca, in primo luogo hanno incontrato difficoltà
a leggere e interpretare la scrittura di alcuni registri, in secondo,
il dato non era sempre rilevabile, perché alcuni nati erano
dichiarati allufficio anagrafe, non dai genitori, ma dalla
levatrice che aveva assistito la mamma durante il parto.
Daltronde dai mestieri dichiarati si deduce che le persone
istruite erano poche; la stragrande maggioranza della popolazione
sturnese non sapeva né leggere, né scrivere.
Il dato più sconfortante è quello del 1810: su 97
nati, 97 genitori risultano analfabeti.
Col passare dei decenni, la percentuale diminuisce perché
si affacciano nuove categorie sociali che hanno cominciato a frequentare
la scuola di base, istituita con la legge Casati(1859) e Coppino(1877).
Anche dopo gli anni Ottanta, il tasso di analfabetismo si mantenne
alto perché molti bambini non frequentavano regolarmente
la scuola in quanto impegnati ad aiutare i genitori nei lavori dei
campi o in altre attività.
A tal proposito citiamo la lettera autografa con la quale la maestra
delle fanciulle Anzalone Concetta, notificava al Sindaco, secondo
le disposizioni dellart. 48 del Regio Decreto del 9 ottobre
1895, le assenze di alcune sue alunne:
Sturno 2 Gennaio 1904
Ill.mo Sig.re Sindaco
Anche nello scorso Dicembre si son fatte moltissime assenze dalle
mie alunne e quelle che non hanno
assistito neppure un giorno alle mie lezioni sono: De Leo Genoveffa,
Anzalone Laura, Ranaudo Vittoria, Ricciardi Maria, Petruzziello
Giovannina,Annicchiarico Assunta, Aufiero Giuseppina, Forgione Olimpia,
Torella Teresina.
Per mio discarico ho creduto farne partecipe alla S. V. Ill.ma
anche adesso.
La riverisco con i sensi di alta stima.
Dev.ma ed Obbl.ma
Anzalone Concetta
Inoltre, i maestri, assunti dai Comuni, erano pochi e mal pagati
(come abbiamo letto in molte delibere decurionali della seconda
metà dellOttocento).
Le lezioni si tenevano, come si legge in una relazione del secolo
scorso, "in aule o meglio stanzette senzaria, senza luce
e pregne di umidità: accoglievano decine e decine di alunni
che si accumulano sopra misere panche a ripetere meccanicamente
la misera lezione del misero maestro, il quale spesso non aveva
il modo di fornire loro né carta, né libri, né
poteva eccitare la loro attenzione con tavole disegnate".
Dopo la nascita del Comune, la scuola fu affidata ai religiosi.
Il primo maestro, nellelenco dei mestieri e professioni,
lo incontriamo verso gli anni Cinquanta.
Il primo maestro dei bambini fu il parroco Don Marco De Martino,
mentre la prima maestra delle bambine fu Maria Luigia Grella (M.Sisto
op. cit.).
Quando il genitore, che andava a registrare la nascita del figlio
non sapeva firmare, limpiegato comunale annotava alla fine
della dichiarazione le seguenti diciture: "Non sa scrivere"
(dal 1810 al 1866), successivamente "illetterato"e dopo
il 1890, di nuovo "non sa scrivere".
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